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La conservazione dei libri in pelle – MicronArt

La conservazione dei libri in pelle

La presenza di un libro in pelle in libreria si contraddistingue sempre, spiccando per il colore, per il caratteristico odore e per i bellissimi fregi incisi in oro. Vederne uno ci anticipa la storicità del volume e la rarità nel possederne uno, lasciandoci ammirarlo esternamente prima ancora di conoscerne e curiosarne il contenuto.

I libri ottocenteschi e novecenteschi realizzati in mezza pelle e carta marmorizzata e costituiti da carte in pasta legno, assumono uno scarso valore sul mercato attuale, ma ciò non significa che ad essi non dobbiamo riservare le stesse attenzioni di un libro di maggiore pregio. Rispetto ad altre legature questa è sicuramente più delicata ricordando sempre che, come la carta, la pelle è un materiale vivo, alla ricerca di un equilibrio costante con l’ambiente che lo circonda.

Il componente principale è il collagene, una proteina costituita da una serie di aminoacidi uniti attraverso legami peptidici. In questa struttura è importantissima la presenza di acqua la cui funzione è quella di conferire stabilità alla molecola di collagene rafforzando e creando legami.

Non tutta la pelle impiegata nelle legature è uguale, questa dipende dalla tipologia di animale da cui proviene, dall’età, dalla dieta, dall’ambiente di vita e dal tipo di lavorazione a cui è stata sottoposta e dallo spessore in cui è stata impiegata, oltre che dalle colle utilizzate per realizzare la legatura. Questi fattori influenzano le sue proprietà fisiche, come la flessibilità, la resistenza alla trazione, l’applicazione di pressioni e la compressibilità. Comprenderne la sua struttura ci fa capire l’importanza della presenza di molecole d’acqua, sia sotto forma di vapore e quindi umidità ambientale, che attraverso consolidanti specifici impiegati da tecnici restauratori specializzati e capaci di conferire alla struttura elasticità e flessibilità.

L’idratazione e l’apporto di sostanze grasse può avvenire anche con l’applicazione di sostanze studiate appositamente applicate e lasciate assorbire grazie a morbidi panni e movimenti circolari. Consiglio di evitare l’applicazione di olii e altre sostanze adatte a calzature per cuoio e pelli data la diversa lavorazione del materiale che, se applicati, sono causa di inscurimenti ed irrigidimenti nel tempo.

Affidarsi ed acquistare una buona crema idratante da persone esperte è il primo passo che porta ad una migliore conservazione. Per queste tipologie di legature sono fortemente consigliate le scatole conservative realizzate in cartone de-acidificato e con riserva alcalina che creano il microclima idoneo alla conservazione evitando che sostanze acide e quindi degradanti possano venire a contatto.

Il degrado più comune su questi materiali è il fenomeno del “RED ROT” indicato da un infeltrimento del materiale che tende a spolverare. Questo degrado è dipeso dal trattamento di concia al vegetale impiegato durante la sua lavorazione e colorazione, adottato per evitare la sua putrescibilità e conferire alla struttura una maggiore stabilità idro-termica e una maggiore resistenza al degrado. Purtroppo le pelli così trattate hanno un’alta componente di tannino che la brucia, seccandola, lasciandole in balia di un degrado irreversibile.

Affidarsi a mani esperte capaci di attuare un restauro conservativo che non vada a modificare la struttura e gli elementi originali, ma anzi blocchi i processi di degrado, è una scelta consapevole ed efficace per ritenersi dei buoni custodi di libri antichi.

 

Dott.ssa Maria Rosa Borraccino

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