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conservazione – MicronArt

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Gli ambienti di conservazione per i libri

I libri, bastano solo alcuni accorgimenti per prendersene cura, anche in casa, in maniera semplice e pratica.
In questo articolo vi darò alcune indicazioni “casalinghe” su come conservare i nostri libri.


Quali ambienti sono ideali e, dove e come devono essere collocati in libreria? 
L’idea nasce dalle numerose domande di collezionisti e amatori che spesso si ritrovano a conservare i libri della propria libreria personale, pensando che ad un libro moderno non debba essere riservata la stessa “cura” di uno antico. Le numerose domande hanno ideato la Challenge sui social network “il bibliofilo perfetto” con una settimana dedicata alla tematica, ampliata con video e tutorial pratici, evolvendosi con degli approfondimenti tematici attraverso questo articolo.

Gli ambienti di conservazione:

Spesso non abbiamo la possibilità di scegliere in quale luogo collocare le nostre librerie, data la loro storica collocazione, la predisposizione degli ambienti e le attività che in essi si svolgono. Per tale motivo, quelli di cui vi parlerò sono alcuni accorgimenti facilmente applicabili in qualsiasi ambiente.
Sicuramente le condizioni termo-igrometriche, di temperatura ed umidità, sono importantissime data la forte suscettibilità della carta e delle coperte a questi due parametri. Con un semplice igrometro potremo misurarla e rendercene conto, tuttavia nelle nostre abitazioni queste condizioni risultano già rispettate rientrando in questi due intervalli:

Intervallo di temperatura:15-23° C
intervallo di umidità: 45-60%

E’ importante che questi valori non vadano oltre i due estremi, poiché potrebbero causare la proliferazione di muffe e funghi o la perdita di elasticità nei materiali, come avviene nelle legature in pelle se l’ambiente è troppo secco. Ma se conoscerle non vi permetterebbe comunque di cambiare la loro collocazione, sappiate che dovrete assolutamente evitare cantine e soffitte, le une troppo umide e le altre troppo secche; e se i vostri ambienti sono molto umidi, l’inserimento di sacchetti di gel di silice può esserne la soluzione. Il gel di silice o, comunemente detta silica gel (quelle bustine che normalmente troviamo nelle scatole delle scarpe che contengono pagliuzze trasparenti), e la farina di diatomee sono polveri fortemente igroscopiche che permettono di assorbire l’acqua in eccesso presente nell’aria. Consiglio di adagiarle nella parte posteriore ai libri, a ridosso della muratura, e negli angoli più umidi lungo il perimetro della stanza.


Nella stanza di collocazione è importante che ci sia un ricambio d’aria. L’areazione agisce come fattore meccanico ed antisettico, giovando ad allontanare insetti e germi patogeni, evitando l’accumulo di inquinanti come azoto, ozono e anidride solforosa proveniente dallo smog in città, dove quest’ultima, attraverso delle reazioni chimiche potrebbe trasformarsi in acido solforico risultando nocivo per carte e pelli di legature.

Inoltre, i libri non devono essere esposti alla luce solare diretta, poiché tra le radiazioni in essa contenute, le ultraviolette danneggiano irreversibilmente la carta e i materiali che compongono i libri, accelerando i processi di invecchiamento e acidificazione, determinandone scolorimenti ed ingiallimenti. Il caldo tepore della luce solare favorisce anche la schiusura di uova di tarli e ne aumenta la temperatura del microclima prossimo ai libri. Nelle abitazioni, per tale motivo, non sarà difficile evitare l’esposizione solare con tende o vetri frangisole che impediscono di colpirli direttamente. Al contrario questo non significa che l’assenza di luce è da preferire, poiché la completa assenza non solo favorisce la proliferazione di microrganismi, ma permette anche ad insetti, come pesciolini d’argento e tarli, di agire del tutto indisturbati. Continua a leggere

Conservazione materiali cartacei – II parte

Questo articolo si ricollega al precedente proseguendo la complessa tematica sulla conservazione cartacea.

Vi ho elencato alcuni consigli finalizzati a rallentare i fenomeni di degrado, ma quali sono le cose da evitare?

Cosa evitare?

  • Evitare la conservazione dei documenti in buste o cartelline in plastica. La carta è un materiale organico che ha continui scambi con l’ambiente in cui è conservato e la plastica glielo evita creando un ambiente non idoneo provocando la proliferazione di muffe e funghi;
  • Evitare di esporre le carte alla luce, soprattutto quella solare che contiene raggi ultravioletti capaci di alterare la struttura della molecola della cellulosa e causando fenomeni di foto-ossidazione con imbrunimenti, ingiallimenti localizzati e scolorimento degli inchiostri;

  • Evitare di maneggiare le carte con guanti in lattice o in cotone, soprattutto se sono molte e in cattivo stato di conservazione. La mancanza di tattilità e della destrezza manuale provoca ulteriori danneggiamenti sulle carte impigliandosi su bordi fragili, sollevando frammenti e pigmenti, ed inoltre lo sporco delle carte viene trattenuto dai guanti che non fanno altro che trasferirlo di pagina in pagina durante il maneggiamento.
  • Maneggiare e consultare i documenti in luoghi puliti, tenendo lontani cibi e bevande le cui tracce sono fonte di attrazione per insetti e animali.
  • Non utilizzare carte scritte, post-it, elementi vegetali che fungano da segnaposto. Questi rilasciano sostanze che a contatto con la carta provocano danni irreversibili tra cui macchie e aloni.

Maria Rosa Borraccino